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I bambini e lo sport

L’attività fisica nei bambini è molto importante e, se condotta regolarmente, aiuta i piccoli a raggiungere e mantenere un adeguato benessere fisico e psicologico.
 
I benefici dello sport, nei bambini come negli adulti, sono noti: previene la comparsa di condizioni come obesità, ipertensione arteriosa, aterosclerosi, malformazioni della colonna vertebrale; riequilibra i ritmi sonno-veglia, aiutando a dormire meglio; permette di scaricare le tensioni che si accumulano soprattutto durante i mesi invernali, in cui si trascorre molto tempo in casa e a scuola e in cui le occasioni per stare all’aria aperta, giocare, correre, saltare sono rare. 
 
Dati recenti pubblicati dal Ministero della Salute (L’importanza dell’attività fisica nei bambini e negli adolescenti), e che riguardano proprio l’attività fisica fanno emergere un andamento allarmante, con aumento del numero dei bambini sedentari: nella fascia di età tra i 6 e i 10 anni più di un bambino su 5 non svolge alcuna attività fisica nel tempo libero, nonostante gli indubbi effetti positivi che derivano dal praticare con regolarità uno sport, che non necessariamente deve essere troppo intenso e troppo frequente.
 
Con circa 15-20 minuti di attività aerobica ogni giorno (ad esempio la corsa o il nuoto) i bambini riescono infatti a mantenere sani ed efficienti il tessuto osseo e le articolazioni; a costruire delle buone masse muscolari; a ridurre il grasso corporeo e quindi a mantenere un peso adeguato; a migliorare le capacità di apprendimento, come dimostrato da alcuni studi da cui è emerso che i bambini che svolgono, oltre all’attività intellettuale, anche quella fisica hanno lo stesso rendimento scolastico dei bambini che hanno studiato un’ora in più, e una maggior capacità di apprendimento in alcune materie, come ad esempio la matematica. 
 
Inoltre, l’attività motoria rappresenta un’importante valvola di sfogo dell’energia e dell’esuberanza tipica dei bambini, e ricopre un ruolo fondamentale nella formazione e nell’educazione dei nostri piccoli, perché ne migliora l’adattabilità agli impegni quotidiani, consente un buon controllo emotivo, una maggiore autostima, e aumenta la capacità di socializzazione. 
 
Ancora, sport significa regole e disciplina, ossia imparare ad ascoltare, a obbedire, a seguire le indicazioni e i consigli dell’istruttore e ad accettare le eventuali critiche: nei bambini particolarmente vivaci, tutto ciò si traduce nella possibilità di imparare una forma di autocontrollo e limitare la voglia di libertà che a volte li porta a sfuggire alle regole dei genitori e del gruppo. Se a tutto ciò si aggiunge l’efficacia indiscussa di un’attività sportiva sulla salute fisica, è chiaro che lo sport risulta particolarmente utile sin dai primi anni di vita.
 
Come scegliere lo sport adatto
 
La scelta dell’attività sportiva non è facile. La principale preoccupazione di un genitore è scegliere uno sport completo, per un corretto sviluppo fisico; ma è anche molto importante considerare la predisposizione e i desideri del bambino: la passione per un'attività fisica, intesa, soprattutto nei più piccoli, come gioco e divertimento, permette infatti un aumento dell'impegno, della concentrazione e della motivazione. 
 
Inoltre, se lo sport è scelto da genitori e figli insieme, è più probabile che non venga abbandonato dopo pochi mesi, e che diventi una passione da coltivare nel tempo. Il pediatra potrà consigliare, anche in funzione delle caratteristiche fisiche del bambino, quale sport praticare, che non deve gravare eccessivamente sulle articolazioni del piccolo, non dovrebbe essere eccessivamente asimmetrico (ad esempio il tennis nei bimbi molto piccoli non è lo sport più appropriato) né troppo traumatico. 
 
Ci sono poi bambini più dinamici e bambini più sedentari, più pigri; se per i primi in teoria ogni sport va bene, perché basta muoversi per essere contenti, per i secondi è importante cercare di assecondare il più possibile le loro inclinazioni naturali, senza imporre qualcosa che non gradiscono, rischiando effetti talora controproducenti, pianti e arrabbiature (sia dei bambini sia dei genitori).
 
A che età cominciare

L’età giusta per iniziare l’attività fisica varia da bambino a bambino, anche se è tra i 5 e i 6 anni che si ha il primo consistente allungamento delle ossa, che avviene con estrema rapidità; da questo momento in poi l'apparato muscolare dovrebbe mantenere le proporzioni con le ossa. Inoltre, l’inizio della scuola causa necessariamente una maggiore sedentarietà con tutti i problemi a essa correlati (postura, soprappeso).
 
Ecco allora che la pratica di una qualsiasi attività sportiva, da abbinare a un’alimentazione corretta, ricca di calcio e vitamina D, favorisce un buon equilibrio tra massa scheletrica e muscolare. È importante però che un bambino si avvicini allo sport quando ha raggiunto una competenza motoria che gli permetta di affrontare impegno e sforzo in maniera piacevole e divertente, per non sentirsi frustrato dagli insuccessi.
 
In linea generale, in funzione dell’età possono essere consigliati alcuni sport: tra i 2 e i 5 anni sono da favorire gli sport liberi, non strutturati, come la corsa, la pre-danza, il triciclo o la bicicletta, i giochi in acqua; all’età di 5-7 anni, invece, quando la coordinazione e l’attenzione aumentano e migliorano in maniera consistente, è possibile scegliere la ginnastica artistica, il calcio, il nuoto, le arti marziali. Infine, dopo gli 8 anni vanno bene tutti gli sport.
 
Il ruolo dei genitori

Che cosa può fare un genitore per avviare il figlio all’attività fisica e per fare in modo che non la interrompa dopo pochi mesi? Innanzitutto, è fondamentale il buon esempio: se il padre e la madre si muovono, vanno in palestra, fanno ginnastica, non trascorrono il loro tempo seduti in poltrona, il piccolo considererà l’attività fisica come qualcosa di naturale e sarà più facile proporre uno sport come componente naturale della vita di tutti i giorni; è inoltre molto importante incoraggiare il proprio figlio e stimolarlo a muoversi, anche per gioco.
 
Ecco alcuni suggerimenti per spronare i bambini a muoversi un po’ ogni giorno:

  • includere l’attività fisica nella routine quotidiana della famiglia, camminando tutti insieme e facendo giochi di movimento;
  • regalare palle, scarpette da corsa, biciclette, monopattini, che stimolano la voglia di muoversi;
  • portare il più spesso possibile i bambini al parco, dove possono correre, arrampicarsi, scivolare, muoversi liberamente, e giocare con loro;
  • cercare di rendere divertente lo sport: una bella passeggiata nel parco, un giro in bicicletta o in monopattino, una piccola gara di corsa con i fratelli o anche con i genitori, aiutano anche i bambini più piccoli a provare gusto nel muoversi e a non avere paura di cadere e farsi male;
  • limitare al minimo le ore trascorse davanti alla televisione o al computer, proporre al contrario giochi di movimento;
  • non esagerare mai, e proteggere sempre il bambino con caschi, ginocchiere, gomitiere, per evitare che possa farsi male, spaventarsi e rifiutare di continuare;
  • scegliere sempre in funzione dell’età e delle predisposizioni individuali del bambino, senza farsi guidare dalle passioni personali per uno sport piuttosto che un altro;
  • non riporre troppe aspettative nelle potenzialità sportive del figlio, non cercare di farlo diventare un campione a tutti i costi: non c’è niente di più difficile che dover essere i migliori solo perché sono mamma e papà a desiderarlo.