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Il bambino e la febbre

Che cos’è


La febbre è un aumento della temperatura corporea al di sopra dei 37 °C se misurata per via ascellare, o dei 37,5 °C se misurata per via rettale. Causata principalmente da infezioni di natura batterica o virale, rappresenta la risposta dell’organismo agli agenti infettivi che aggrediscono il bambino, e di per sé non deve allarmare il genitore.
 
Spesso il sospetto della febbre nasce dall’osservazione del bambino, che si mostra poco vivace, meno reattivo e più tranquillo del solito, oppure cerca maggiormente il conforto della mamma o del papà e, in generale, mostra un comportamento atipico, strano.
 
La febbre può essere misurata sia con termometri digitali, in sede ascellare, sia con termometri a infrarossi, in sede auricolare o sulla tempia; non sono più in commercio i vecchi termometri a mercurio, ritirati per la potenziale tossicità del mercurio stesso.
 

 
Come si manifesta
 
È possibile rappresentare l'andamento della temperatura nel tempo come una curva che sale, si stabilizza e scende. Nella prima fase, di esordio, la temperatura comincia a salire: si assiste pertanto alla comparsa di brividi e di una sensazione di malessere generale, il bambino sente molto freddo e desidera coprirsi. 
 
Nella seconda fase, di acme, la temperatura corporea raggiunge il valore massimo e rimane alta per un periodo di tempo variabile, per poi cominciare a scendere. Durante questa terza e ultima fase, detta di defervescenza, il bambino sentirà, al contrario, molto caldo e avrà tendenza a sudare.
 
In funzione della causa, la febbre tende a raggiungere un valore massimo e a mostrare un andamento temporale differente: alcune malattie provocano rialzi termici elevati che si abbassano in breve tempo (scarlattina), mentre in altri casi la temperatura potrebbe mantenersi più bassa, intorno ai 38 °C, e manifestarsi ogni giorno nel tardo pomeriggio (broncopolmonite).
 
È bene infine ricordare che anche situazioni non patologiche quali le vaccinazioni o l’eruzione dei denti possono indurre un rialzo termico, di solito modesto e temporaneo, da considerare del tutto normale.
 
Come comportarsi
 
Una volta stabilito che il bambino ha la febbre, è importante agire senza preoccupazioni eccessive e seguire l’andamento della temperatura nel tempo, per valutare l’evoluzione della malattia di base e la risposta a eventuali terapie. In genere è opportuno controllare la temperatura corporea del bambino almeno tre volte al giorno; nella maggior parte dei casi la febbre si risolve nell'arco di pochi giorni. I genitori dovrebbero:

  • osservare l’aspetto e il comportamento del bambino: quando il malessere generale è limitato, è sufficiente assicurarsi che il bambino stia comodo, non troppo coperto ma vestito con un pigiamino leggero, e rimanga tranquillo;
  • offrire di frequente da bere al piccolo: per controbilanciare l’aumento delle perdite che consegue alla sudorazione, il bambino dovrebbe assumere molti liquidi (acqua, tè deteinato, camomilla, a temperatura ambiente);
  • se la temperatura si mantiene inferiore a 38,5 °C e il bambino non è sofferente, aspettare prima di somministrare farmaci antipiretici, continuando a controllare che la temperatura non aumenti;
  • tenere il bambino in un ambiente fresco e adeguatamente areato.

 
I genitori non dovrebbero:

  • forzare il bambino a mangiare;
  • costringere il bambino a stare a letto; sarebbe comunque meglio che il piccolo rimanesse a riposo e non si agitasse eccessivamente;
  • somministrare antibiotici senza aver prima contattato il pediatra e definito il giusto approccio terapeutico.

 
Quando chiamare il pediatra
 
In linea generale, prima di rivolgersi al pediatra è possibile attendere uno o due giorni, il tempo necessario perché l’organismo del bambino sia in grado di difendersi dall’agente causale, utile inoltre per porre la diagnosi corretta e instaurare la terapia più appropriata.
 
Numerose malattie infettive, infatti, esordiscono con febbre, cui subentrano, nei giorni successivi, segni e sintomi caratteristici.
 
È invece necessario contattare il pediatra quando la febbre si manifesta nei lattanti con meno di sei mesi, in caso di febbre molto alta o qualora non si abbassi dopo somministrazione di farmaci antipiretici. Si consiglia inoltre di rivolgersi al pediatra nelle seguenti circostanze:
se le condizioni generali si aggravano, sono presenti altri sintomi, come mal di pancia, vomito, difficoltà respiratorie, intensa cefalea, dolore articolare acuto;

  •  se sono presenti segni di disidratazione, quali secchezza di labbra, palpebre e interno della bocca e raggrinzimento della pelle;
  •  se il bambino perde conoscenza o non reagisce quando gli si parla;
  •  se fa molta meno pipì del solito;
  •  se compaiono convulsioni, che si manifestano con perdita di conoscenza e irrigidimento; il bambino si scuote, si lascia cadere, sbarra o rovescia all'indietro gli occhi.