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In viaggio col bebè

Partenza e via! Ma siamo pronti? Viaggiare con un bebè è possibile, basta pianificare e organizzare il viaggio nei dettagli e scegliere una mèta a misura di bambino, che si adatti alle esigenze del piccolo e, se possibile, ai desideri dei genitori.
 
In quest’ottica, sono da privilegiare, soprattutto nei primi mesi di vita, gli spostamenti di brevi durata e le permanenze di più di un paio di giorni, per permettere al neonato di adattarsi al nuovo ambiente, ai nuovi ritmi e, eventualmente, al clima diverso. 
 
In generale, ogni variazione dalle abitudini quotidiane richiede nel bebè alcuni giorni di ambientamento. Gli spostamenti limitati al fine settimana possono creare più disturbi che vantaggi, determinando uno stato di nervosismo e irritazione, alterazioni nei normali ritmi sonno-veglia, stipsi, soprattutto se il trasferimento alla località di vacanza richiede tempi lunghi, ossia superiori a 2-3 ore o comunque agli intervalli fisiologici tra una poppata e la successiva.
 
La vacanza ideale è quella di almeno una settimana, che garantisce al bambino, e di riflesso ai genitori, il tempo necessario per superare la fase di adattamento e di stress iniziali a essa correlati e per godere dei benefici della villeggiatura.

 

La scelta della destinazione
 
Scegliere dove andare in vacanza con un bebè non è complicato: sono infatti prive di controindicazioni quasi tutte le mete classiche di villeggiatura, mare, montagna, colline e laghi. È possibile anche recarsi all’estero, chiaramente in luoghi idonei sia sotto il profilo igienico-sanitario sia sotto quello della sicurezza.
 
La località dovrebbe essere scelta sulla base dei servizi che è in grado di offrire ai genitori con bambini, come farmacie, ospedali pediatrici, medici. Se è in programma una vacanza all'estero, occorre tuttavia informarsi con ampio anticipo su tutti i documenti necessari, sulle eventuali vaccinazioni o profilassi consigliate. 
 
È necessario portare con sé la tessera e il libretto sanitario del piccolo e, per i Paesi dell’Unione Europea, bisognerebbe ritirare presso la propria Asl il modello E 111, che consente di ottenere l'assistenza sanitaria pubblica nella nazione prescelta per il periodo della vacanza. Sono inoltre stipulabili assicurazioni sanitarie private, che coprono molte delle eventuali spese da sostenere in caso di malattia o di infortunio.
 
Il mare è sicuramente una mèta indicata anche per i più piccoli: il mare il più delle volte diverte i bambini, e il sole, purché preso con moderazione già a partire dalla prima infanzia, è fondamentale per lo sviluppo delle ossa. Vanno bene anche i mesi più caldi, con l’accortezza di limitare le ore di esposizione ai raggi solari al mattino presto e al tardo pomeriggio, e di consentire al bebè di consumare i pasti e di fare il riposino a casa o in albergo, dove può rimanere tranquillo e indisturbato. 

Anche la montagna è un’ottima scelta. Il bambino può essere portato fino a 2500 metri di altitudine senza grossi problemi; al di sopra di questo limite, tuttavia, il bambino – così come l’adulto, del resto – potrebbe soffrire di disturbi del sonno, stancarsi con maggior facilità, sperimentare capogiri. È pertanto buona norma rimanere al di sotto dei 1500 metri, per sfruttare tutti i benefici dell’aria pulita, della natura, della temperatura gradevole, mai soffocante, tipici degli ambienti di montagna.
 
E che dire di lago e collina? Vanno benissimo, con un effetto distensivo e rilassante.
 
Prima di partire
. Spostarsi con un bebè significa innanzitutto organizzazione: bisogna infatti portare con sé tutto l’occorrente non solo per il viaggio ma anche per la permanenza nel luogo prescelto, a meno che non si tratti di una seconda casa già attrezzata con culla, lettino, seggiolone, scalda biberon e quant’altro, e pensare bene a quello che servirà, e allo spazio che occuperà, sacrificando, se necessario, le valigie dei genitori. Può essere utile un’assicurazione in caso di annullamento, per non rischiare di perdere tutti gli anticipi versati qualora il piccolo si ammali proprio prima di partire.
 
In viaggio

Mamme e papà sanno che il viaggio è un momento delicato: se il bambino è molto piccolo, il tempo potrebbe trascorrere senza neanche accorgersene, perché il bebè, cullato dal movimento del mezzo di trasporto, tenderà a dormire per gran parte del viaggio. Ma è bene preparasi adeguatamente al suo risveglio: acqua, latte, camomilla, pappe, pannolini, salviettine; e ancora golfino, copertina, ciuccio, insomma, tutto l’occorrente per soddisfare le esigenze fisiologiche ed emotive del piccolo. È inoltre sconsigliato viaggiare nelle ore troppo calde, qualunque sia il mezzo usato per spostarsi: il bimbo piccolo ha un sistema di adattamento alle temperature esterne molto meno efficiente dell’adulto e il caldo può innervosirlo, creando di conseguenza uno stato di agitazione e tensione anche nei genitori. Per i bambini più grandicelli, inoltre, il tempo trascorso in viaggio è spesso fonte di noia, quindi è utile portare con sé libri, giocattoli, musica, merende, per aiutarlo a distrarsi e a non pensare a quanto manca
 
Come muoversi

Ci si può muovere con qualsiasi mezzo, ognuno di essi presenta infatti vantaggi e svantaggi.
 
Automobile. Non esistono controindicazioni al viaggio in automobile, breve o lungo che sia. L’importante è usare sempre i seggiolini o i sistemi di sicurezza per auto previsti dalla legge. Occorre tuttavia prestare attenzione ai colpi d'aria – e quindi non viaggiare con i finestrini abbassati o con una temperatura troppo bassa – e ai colpi di caldo, e non fumare nella vettura.
 
È bene inoltre fermarsi di frequente, per liberare il bambino dalla sua posizione forzata, fargli prendere un po’ d’aria, dargli da mangiare, cambiarlo, fargli fare la pipì. La cinetosi, vale a dire il mal d’auto, d’aereo, di nave, compare solo dopo il primo anno di vita e non si manifesta mai in un neonato: se si viaggia con bambini che soffrono di cinetosi, è opportuno provvedere in anticipo e munirsi di braccialetti, chewing-gum, pastiglie, che aiutano a ridurre il disturbo. 
 
Aereo. Non esistono controindicazioni al viaggio in aereo, neanche per il neonato. È tuttavia fondamentale adottare alcuni accorgimenti, che facilitano il viaggio: presentarsi con un certo anticipo al check-in per scegliere i posti migliori, vestire il bebè a strati cambiandogli spesso il pannolino se il tragitto è lungo, offrire spesso da bere al bimbo, soprattutto durante il decollo e l'atterraggio, e portare sempre con sé tutto l’occorrente per distrarlo.
 
Treno e nave. Il treno è forse il mezzo meno indicato per la presenza di altre persone nello scompartimento e per gli spazi ristretti, ma è un sistema comodo e rapido per viaggiare. La nave, dotata di ampi spazi e di aree dedicate ai più piccoli, con fasciatoio, scalda biberon, scalda pappa, è un ottimo mezzo.
 
E se il piccolo si ammala in vacanza
?
 
Febbre improvvisa, raffreddore, mal d’orecchie, mal di gola, tosse, diarrea. Non è raro che, finalmente in vacanza, dopo pochi giorni il bambino si ammali: il cambiamento di ambiente o di alimentazione, gli sbalzi improvvisi di temperatura, entrare e uscire dall’acqua, sono alcuni dei fattori che possono causare nei più piccoli problemi di salute.
 
È quindi utile che i genitori mettano in valigia anche un termometro e alcuni farmaci a uso pediatrico, per essere sempre pronti agli incidenti di percorso; resta tuttavia basilare ricordare che, se la sintomatologia compare in bambini molto piccoli, o non si risolve in breve tempo o mostra un aggravamento, è necessario fare ricorso a un pediatra, che ponga la diagnosi corretta e instauri la terapia più appropriata.
 
I bambini non sono adulti in miniatura e pertanto devono essere gestiti sempre, in ogni circostanza, e quindi anche in vacanza, nella maniera più opportuna, secondo le indicazioni di un medico; i genitori non devono mai improvvisarsi dottori, mai somministrare farmaci da adulti ai bambini piccoli, mai definire autonomamente le dosi, ma ricorrere sempre al pediatra o al farmacista.