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Sanofi
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Anoressia e bulimia

Sono i disordini alimentari più noti e frequenti, diventati negli ultimi due decenni una vera e propria emergenza per i gravi effetti negativi che hanno sulla salute e sulla vita di adolescenti e giovani adulti. Possono manifestarsi in individui di diversa età, sesso, ceto sociale, ma sono solitamente più comuni tra le donne giovani: secondo il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità, la data di esordio del disturbo è compresa principalmente tra 15 e 18 anni, con due picchi (proprio 15 e 18 anni), in corrispondenza di quelle età che rappresentano due periodi evolutivi significativi, la pubertà e quello della cosiddetta autonomia, ossia il passaggio alla fase adulta.
 
Anoressia e bulimia, che possono apparire come due malattie antitetiche, ma in realtà non lo sono, rappresentano il risultato dell’interazione tra numerosi fattori di natura genetica, ambientale, sociale e psicologica; la sopravvalutazione dell’importanza della forma fisica, del peso e del corpo e la necessità di stabilire un controllo su di esso rappresentano tuttavia il punto centrale di entrambi i disordini alimentari, in cui il paziente prova nel complesso un rifiuto del proprio corpo e, nello stesso tempo, chiede affetto e aiuto. 
 
Un ruolo fondamentale nello sviluppo di anoressia e bulimia è ricoperto dall’influenza negativa esercitata da familiari e società, dalla sensazione di essere sottoposti a una pressione eccessiva o dall’idea di dover soddisfare aspettative eccessive (dei genitori, dei parenti, dei coetanei, dei professori); ancora, il sentirsi trascurati dalla famiglia o derisi per il proprio corpo e la paura di non riuscire a raggiungere i risultati desiderati sono cause comuni che portano allo sviluppo di disordini alimentari. Anoressia e la bulimia possono poi dipendere da situazioni particolarmente traumatiche, come drammi familiari; infine, uno dei motivi per cui una ragazza inizia a sottoporsi a una dieta eccessiva è la necessità di uniformarsi a un canone estetico, tipico del mondo in cui viviamo, dove le modelle e le donne da copertina sono spesso taglia 38 e in cui la magrezza è l’elemento più importante.
 
I comportamenti
 
Anoressia. Il soggetto anoressico inizialmente evita tutti i cibi grassi e predilige gli alimenti ritenuti sani e poco calorici, con un’attenzione ossessiva al contenuto e alla composizione dei cibi e al peso; tende a saltare il più possibile i pasti o a consumarli con estrema lentezza, masticando a lungo ogni boccone. Il corpo viene percepito e vissuto in modo alterato, con un’eccessiva attenzione alla forma e con il rifiuto ad ammettere di essere gravemente sottopeso. La persona anoressica è ossessionata dal cibo e la sua vita è totalmente incentrata sul problema alimentare. L’anoressia si può manifestare con una riduzione costante della quantità di alimenti ingeriti o con l’espulsione di quanto si è mangiato mediante vomito autoindotto, uso eccessivo di pillole lassative e diuretiche, iperattività fisica per perdere peso.
 
Bulimia. Il soggetto bulimico mostra alcune caratteristiche tipiche, come l’ingestione di una quantità eccessiva di cibo con voracità e ingordigia, solitamente di nascosto dagli altri, o la sensazione di non riuscire a smettere di mangiare e a controllarsi. Dopo il pasto, la persona bulimica generalmente si sente in colpa e tende a punirsi vomitando o facendo uso eccessivo di diuretici e lassativi. Il peso può essere normale, troppo basso o, al contrario, eccessivo, diversamente dal soggetto anoressico, sempre sottopeso. Inoltre, il peso di un soggetto bulimico può variare enormemente e oscillare.
 
Caratteristiche comuni ad anoressia e bulimia
Alcuni atteggiamenti caratteristici accomunano il comportamento di anoressici e bulimici:

 

  • esercizio fisico esagerato e ossessivo, che niente ha a che vedere con la normale pratica sportiva;
  •  vomito indotto;
  • impiego di farmaci lassativi e diuretici o di rimedi naturali con le stesse finalità;
  • scelta dell’abbigliamento, informe e scuro per cercare di nascondere le forme del corpo;
  • disagio sociale, che porta a evitare le occasioni conviviali per non doversi giustificare del proprio comportamento.

 
Effetti di anoressia e bulimia
 
Sono molto pesanti dal punto di vista non solo fisico, ma anche psicologico. Dal punto di vista fisico, i soggetti con gravi disordini alimentari mostrano gli effetti della malnutrizione: interruzione del ciclo mestruale, ulcere intestinali e danni all’apparato digerente, gengive e denti, disidratazione, seri danni cardiaci, al fegato e ai reni, problemi al sistema nervoso, con difficoltà di concentrazione e di memorizzazione, al tessuto osseo, con accresciuta probabilità di fratture e di osteoporosi. Sotto il profilo psicologico si assiste alla comparsa di depressione, basso livello di autostima, senso di vergogna e di colpa, difficoltà a mantenere relazioni sociali e familiari, sbalzi di umore, propensione al perfezionismo.
 
Come gestire anoressia e bulimia
 
Per la gestione dei disordini alimentari ci si avvale di un approccio multidisciplinare, in cui endocrinologo, psicologo e dietologo agiscono insieme per raggiungere l’obiettivo finale, ossia permettere alla persona colpita da anoressia o bulimia di riguadagnare un rapporto con il cibo (e con il proprio corpo) sano e normale. L’approccio, individualizzato, è in funzione del livello di debilitazione fisica raggiunto e prevede il ricovero nei casi più gravi, mentre, se le condizioni dell’organismo lo permettono, la persona colpita dal disordine alimentare si reca in ospedale solo per i trattamenti. Il medico di riferimento è l’endocrinologo, che fa da filo conduttore per le altre specialità, controlla le conseguenze fisiche della malattia e decide gli esami più indicati da eseguire. Il ruolo dello psicologo è di far emergere le problematiche alla base del problema o, in alternativa, mediante terapia cognitivo-comportamentale, di insegnare ad affrontare le situazioni di disagio. Il dietologo, infine, stabilisce un corretto regime alimentare reintroducendo gradualmente nella dieta tutti gli alimenti.
 
In questo contesto, un ruolo fondamentale è svolto dai familiari e dagli amici, che dovrebbero fornire tutto il loro supporto, la loro comprensione e il loro amore a chi è malato di disordini alimentari, senza rimproveri e recriminazioni, cercando di essere sempre presenti perché il giovane anoressico o bulimico ha bisogno di aiuto, ma è solo dentro di sé che può trarre l’energia necessaria a combattere e vincere la malattia.