Informativa
Questo sito può utilizzare cookie di profilazione di terze parti per inviarti messaggi pubblicitari mirati e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di piu` o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione acconsenti all'uso dei cookie.
Sanofi
Stampa | Share

I dolori mestruali

Che male ogni mese!

 


I dolori che accompagnano i primi giorni delle mestruazioni costituiscono un problema molto comune: particolarmente frequenti durante l’adolescenza, fascia di età in cui si stima che la loro presenza raggiunga la massima prevalenza, compaiono tuttavia anche nella donna adulta. Definiti con il termine dismenorrea, rappresentano il primo disturbo ginecologico, che può colpire fino a sette donne su 10. 
 
Molto spesso il dolore si manifesta fin dalle prime mestruazioni, per poi scomparire o attenuarsi dopo la prima gravidanza. Si tratta di un dolore al basso addome, talora molto intenso, unilaterale o bilaterale, a volte accompagnato da nausea, vomito, diarrea, cefalea e mal di schiena. Di conseguenza, capita spesso che la donna che soffre di dismenorrea resti a casa da scuola o dal lavoro per 1-2 giorni in concomitanza con l’inizio del ciclo mestruale.
 
Quando i dolori mestruali non sono associati ad alcuna malattia, sono presenti appena prima o all’inizio delle mestruazioni e si risolvono in 24-48 ore, si parla di dismenorrea primaria; al contrario, se i dolori mestruali sono la conseguenza di una malattia ginecologica (endometriosi, adenomiosi, fibromi uterini) o non ginecologica (sindrome dell’intestino irritabile, infezioni delle vie urinarie, coliche renali o biliari), si parla di dismenorrea secondaria, in cui il dolore non è circoscritto al periodo perimestruale, ma può comparire anche a distanza da esso o prolungarsi per tempi superiori rispetto a quello della forma primaria di dismenorrea.
 


Perché compaiono i dolori mestruali


La dismenorrea primaria è correlata ai cambiamenti fisiologici dei livelli ormonali che si instaurano durante i cicli ovulatori, soprattutto al rilascio di prostaglandine (PG) dalle cellule della parete dell’utero: più sono alti i livelli di PG, maggiore è il dolore durante le mestruazioni. 
 
Questo perché le PG stimolano le contrazioni della muscolatura uterina, il distacco (fisiologico, normale) delle cellule che compongono la parete interna dell’utero, l’emorragia che caratterizza le mestruazioni e numerosi altri eventi che si correlano ai cambiamenti tipici del ciclo mestruale. Tuttavia, le PG agiscono anche sulle ovaie, sullo stomaco, sull’intestino e sui vasi sanguigni ed è per questo motivo che, insieme ai dolori al basso addome, possono comparire altri sintomi di accompagnamento (nausea, vomito, diarrea, cefalea e mal di schiena). 
 
Sono stati inoltre identificati numerosi fattori di rischio, come l’età di comparsa delle prime mestruazioni, la loro durata, il sovrappeso, il fumo, lo stress, una storia familiare positiva (madre che ha sofferto di dismenorrea primaria) o l’assenza di gravidanze: modificando, per quanto possibile, questi fattori di rischio, si può ridurre il dolore. 
 
Nella dismenorrea secondaria, invece, il dolore è il risultato di un’altra malattia già presente e si manifesta anche durante le mestruazioni, ma non solo; la scomparsa del dolore è in funzione della possibilità di risolvere la malattia primaria.
 


Dolori mestruali: come intervenire


Il controllo dei dolori mestruali si può basare su una terapia farmacologica, da definire insieme al medico di base o al ginecologo, e sull’adozione di accorgimenti non farmacologici finalizzati a modificare lo stile di vita e le abitudini alimentari. Questi ultimi comprendono:

  • Attività fisica: svolgere esercizio fisico aiuta a combattere i dolori mestruali e praticare regolarmente un’attività aerobica, fare passeggiate a piedi o andare in bicicletta, fare jogging o nuotare non solo combattono la dismenorrea, ma permettono di scaricare tensione e nervosismo, particolarmente accentuati soprattutto nel periodo premestruale. Inoltre, lo sport favorisce il rilascio di endorfine, che agiscono come antidolorifici naturali e migliorano l’umore. 
     
  • Alimentazione: curare l’alimentazione permette di controllare i dolori mestruali; una dieta a basso tenore lipidico, ovvero povera di grassi, e ricca di fibre rappresenta un valido aiuto. 
     
  • Fumo: non fumare o smettere di fumare può ridurre la comparsa di dolori mestruali perché il fumo è un importante fattore di rischio. 
     
  • Peso: il sovrappeso rappresenta un fattore di rischio per la comparsa di dismenorrea primaria: controllare il peso è pertanto importante e aiuta a ridurre il dolore. 
     
  • Stress: utile infine il controllo dello stress, altro fattore di rischio. A questo scopo possono essere utilizzate tecniche di rilassamento, come lo yoga.