Informativa
Questo sito può utilizzare cookie di profilazione di terze parti per inviarti messaggi pubblicitari mirati e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di piu` o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione acconsenti all'uso dei cookie.
Sanofi
Stampa | Share

Influenza

Definizione


 
L'influenza è una malattia virale altamente contagiosa che colpisce l'apparato respiratorio ed è causata dai virus dell'influenza di tipo A, B e C.
Compare di solito durante i mesi invernali ed è caratterizzata da improvvise epidemie in diverse aree geografiche, che durano da 6 a 8 settimane.
 
 
La malattia colpisce ogni anno una grossa percentuale della popolazione. La sua vitalità deriva dal fatto che il virus può mutare velocemente, producendo spesso nuovi ceppi, nei confronti dei quali l'uomo non è immune.
 
L'influenza può essere considerata un'infezione respiratoria acuta (IRA) anche se si differenzia dal raffreddore comune per il suo esordio improvviso e per l'interessamento di tutto l'organismo.
 

Sintomi

 
Il paziente colpito dall'influenza all'inizio lamenta:

  • dolori a gambe, braccia e schiena 
  • cefalea 
  • brividi 
  • febbre (anche alta) 
  • affaticamento

Inoltre, possono comparire sintomi acuti a carico dell'apparato respiratorio, come tosse secca.
La sintomatologia respiratoria acuta dura da 5 a 7 giorni, ma tosse e debolezza possono persistere per 2 settimane.

 
Cause

 
La trasmissione virale avviene attraverso piccole gocce d'acqua o particelle nebulizzate (Flugge) che vengono diffuse con la tosse e gli starnuti.
 
La malattia ha un periodo di incubazione che varia tra le 18 e le 72 ore. Durante questo periodo la persona contagiata, anche in assenza di sintomi, può diffondere il virus ad altri soggetti e mantiene questa capacità per alcuni giorni dopo l'esordio dei sintomi.
 
Una volta penetrato nell'organismo, il virus attacca le cellule di rivestimento delle vie aeree superiori e inferiori. Entro poche ore dal contagio, inizia la moltiplicazione del virus (replicazione) cui segue la liberazione di nuove particelle virali che contaminano progressivamente tutto l'apparato respiratorio.
 
Le cellule superficiali infettate dell'apparato respiratorio muoiono e il sistema immunitario rilascia sostanze che determinano la comparsa dei sintomi generali. 
 

 
I virus dell’influenza

 
I virus influenzali appartengono alla famiglia degli Orthomyxovirus e sono di tre tipi: A, B e C.

  • Il virus di tipo A
    E' il più frequente. Causa le epidemie e le pandemie più gravi. Può contagiare, oltre agli uomini, anche alcuni animali come maiali, cavalli e molti tipi di uccelli (ad es l'influenza suina è un virus di tipo A/H1N1) 
  • Il virus di tipo B
    Contagia prevalentemente l'uomo. Anche le infezioni di tipo B possono raggiungere livelli epidemici, ma provocano malattie in genere meno gravi rispetto a quelle causate dal virus di tipo A   
  • Il virus di tipo C
    Può causare malattie di lieve entità, oppure non provocare alcun sintomo.
     

 
Diagnosi
 


L'influenza viene diagnosticata inizialmente in base alla comparsa rapida dei sintomi e alla presenza di sintomi tipici, quali febbre, cefalea, mal di gola, dolori muscolari, tosse secca e letargia. La diagnosi clinica in genere è favorita dalle informazioni fornite dai centri regionali di sorveglianza che controllano l'estensione della malattia in una determinata area geografica.

 
Decorso

Per quanto riguarda il decorso della malattia, si osserva inizialmente un rapido aumento della temperatura corporea, che può raggiungere valori di 38-41° C, in particolare nei bambini; la febbre può persistere anche per una settimana. A questo si associa la presenza di dolori muscolari, che sono più frequenti a livello delle gambe e della parte inferiore della schiena e particolarmente intensi a livello delle articolazioni.

 
Sintomi respiratori


I sintomi respiratori compaiono entro i primi 2 giorni della malattia e possono divenire preponderanti man mano che gli altri sintomi diffusi a tutto l'organismo scompaiono. Se non ci sono complicazioni, la malattia acuta si risolve generalmente in 5-7 giorni, anche se molti soggetti possono manifestare sintomi di debolezza e astenia per parecchie settimane.

 
Bambini fino a 5 anni


Nei bambini di età inferiore ai 5 anni, i sintomi influenzali si manifestano soprattutto a livello dello stomaco e del torace e possono accompagnarsi a vomito, diarrea e coliche addominali. I bambini possono manifestare convulsioni febbrili se la temperatura corporea si innalza eccessivamente.
 

 
Evoluzione


 

L'influenza è un'infezione che guarisce in genere spontaneamente una volta che si è risolta la fase acuta. In alcuni casi, tuttavia, questa malattia può causare gravi complicazioni, in particolare nei bambini, negli anziani e nei soggetti con particolari patologie croniche già presenti prima dell'infezione.

 
Complicazioni


Le principali complicazioni sono quelle determinate da infezioni virali o batteriche a carico delle vie respiratorie superiori e inferiori, quali:

  • bronchite 
  • sinusite 
  • polmonite 
  • peggioramento d’asma cronico 
     

 

 

Polmonite


La complicazione più frequente è la polmonite, che colpisce soprattutto gli anziani, i pazienti cardiopatici e gli individui affetti da malattie respiratorie. Può essere provocata dallo stesso virus che ha causato l'influenza (polmonite primaria); in questo caso, colpisce anche individui giovani. Più frequente è la polmonite causata da una sovrainfezione batterica secondaria al contagio con il virus influenzale; questa forma colpisce gli individui anziani e debilitati.
La polmonite postinfluenzale può avere un'origine mista, sia batterica sia virale, con caratteristiche intermedie a quelle delle polmoniti primarie e secondarie.
 

Vaccino antinfluenzale


 
Il vaccino influenzale è disponibile dagli anni quaranta e ha subito nel tempo progressivi miglioramenti.
 
È ormai dimostrato che la vaccinazione antinfluenzale negli anziani determina una riduzione delle percentuali di ospedalizzazione dovute alle complicanze dell'influenza e riduce nei bambini l'incidenza dell'otite media acuta durante le epidemie di influenza.
 
Negli adulti sani la vaccinazione diminuisce le malattie delle vie aeree superiori, i giorni lavorativi perduti e le visite per malattie respiratorie agli ambulatori dei medici di base.
Nei giovani adulti, i vaccini attualmente disponibili hanno un'efficacia del 70-90 per cento nel prevenire l'influenza.
 
 


La composizione dei vaccini antinfluenzali inattivati viene determinata ogni anno in base alle caratteristiche antigeniche dei virus influenzali isolati dalla rete di sorveglianza mondiale coordinata dall'Organizzazione mondiale della sanità.
 
Il vaccino antinfluenzale inattivato è molto immunogeno, cioè stimola un'abbondante produzione di anticorpi nei giovani adulti ed è meno efficace negli anziani, nei bambini e negli individui con malattie croniche o nei soggetti immunodepressi. La massima concentrazione di anticorpi nel sangue dei soggetti immunizzati viene raggiunta dopo 8-9 giorni dall'avvenuta immunizzazione.
 
I vaccini che contengono solo alcuni componenti virali sono più indicati per l'immunizzazione di bambini, di soggetti asmatici e di soggetti che abbiano presentato evidenti fenomeni di reazione allergica in occasione di precedenti vaccinazioni con vaccino antinfluenzale intero.

 


Efficacia del vaccino antinfluenzale


 
Il vaccino protegge dal virus influenzale ma non da tutti gli altri virus (oltre 200) che provocano malattie respiratorie con sintomi simili a quelli dell’influenza, le cosiddette sindromi influenzali.
Chi si vaccina, pertanto, è protetto dal ceppo virale dell’influenza ma può comunque andare incontro a forme simil influenzali di minor gravità.

 


 
Controindicazioni


 
Nei soggetti che non sono mai stati vaccinati in precedenza può verificarsi la comparsa di febbre, di dolori muscolari e di malessere generale; queste reazioni compaio nelle prime ore (6-12) dopo la vaccinazione e possono persistere per qualche giorno. Raramente si verificano reazioni allergiche di grave entità.
 
Il vaccino antinfluenzale inattivato non deve essere somministrato ai soggetti ipersensibili alle proteine dell'uovo o ad altri componenti del vaccino.
 
Per quanto riguarda gli effetti collaterali, i vaccini attualmente disponibili sono ben tollerati. Il dolore nel sito di inoculazione è uno degli effetti collaterali lievi più frequenti e si risolve generalmente nel giro di un paio di giorni.