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Sanofi
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Celiachia

Definizione

 

 
La celiachia, o enteropatia da glutine, è un’intolleranza permanente al glutine contenuto nelle farine di grano, orzo, farro, segale e avena. In alcuni individui predisposti, l’introduzione di glutine con la dieta causa danni a livello del tratto intestinale, dove avviene l’assorbimento degli alimenti.

 
Dopo un periodo di durata variabile, il celiaco va incontro a malassorbimento intestinale che provoca:

 

  • diarrea
  • dimagrimento 
  • carenza di varie sostanze (vitamine, sali minerali) 
  • anemia  
  • malattie della pelle

 
Esordio della celiachia
 
Poiché la prima assunzione di glutine avviene all’epoca dello svezzamento, cioè del passaggio dal latte ad una alimentazione mista, le manifestazioni della malattia possono insorgere nel bambino molto piccolo, addirittura entro il primo anno di vita.

Tuttavia, negli ultimi 20 anni si è osservato un progressivo ritardo dell’età di inizio della malattia e oggi sono frequenti le forme atipiche, che appaiono per la prima volta in giovani adulti.

 

Cause e sintomi


 
La celiachia è una condizione patologica con molti aspetti ancora da chiarire. Si è scoperto che l’intolleranza è in realtà rivolta verso una proteina del glutine, la gliadina, e che il meccanismo coinvolge il sistema immunitario.

In alcuni individui geneticamente predisposti l’incontro del glutine con le cellule del sistema immunitario, normalmente preposte a difendere l’organismo da virus e batteri, induce queste ultime ad aggredire e danneggiare alcune componenti dell’organismo.
 

La celiachia è pertanto un disturbo autoimmunitario, in quanto il sistema di difesa attacca per errore, come se fosse estraneo, ciò che in realtà è proprio dell’organismo. Le strutture colpite si trovano in varie sedi compresa la pelle, ma principalmente a livello dell’intestino, dove si verifica un assottigliamento della parete.


Sintomi forme classiche
 
Nelle forme classiche, che cominciano in età pediatrica e che sono le più gravi, i sintomi principali sono:

  • diarrea  
  • ritardo dell’accrescimento

Il bambino è denutrito sia perché perde appetito, sia perché il danno intestinale riduce l’assorbimento degli alimenti ingeriti.
Un insufficiente assorbimento di ferro spiega l’anemia, che determina pallore della cute e costante spossatezza.
La difettosa assimilazione di calcio e vitamina D ostacola la formazione delle ossa, causando rachitismo nel bambino e osteoporosi nell’adulto.


L’addome appare molto dilatato (globoso), in contrasto con la magrezza di braccia, gambe e glutei secondaria alla malnutrizione.


Saltuariamente si verificano le cosiddette crisi celiache, in cui la comparsa di vomito peggiora le condizioni del bambino per grave disidratazione. Al di là di queste crisi, l’andamento della malattia è di tipo cronico, con progressiva comparsa di sintomi dovuti a mancata assimilazione dei nutrienti necessari per una crescita normale.


Di frequente compaiono umore triste e irritabilità che, insieme con la mancanza di appetito, possono essere scambiati nel bambino più grande per depressione o anoressia nervosa.

 
Sintomi forme atipiche
 
A differenza delle forme classiche, quelle atipiche sono per lo più caratterizzate da un unico sintomo e scoperte in età più avanzata.
I principali indizi che devono indurre a fare il test della celiachia sono:

  • bassa statura 
  • anemia che non guarisce 
  • osteoporosi giovanile, cioè decenni prima della tipica età di insorgenza 
  • dermatite erpetiforme una malattia della pelle

 

 

Diagnosi

 
Il bambino che non cresce in modo normale deve sempre essere visitato dal pediatra, che farà eseguire i test per verificare l’esistenza di un malassorbimento intestinale. Sono disponibili anche esami del sangue che rivelano la presenza degli anticorpi responsabili della malattia.

Tuttavia, per confermare la diagnosi si ricorre a una biopsia intestinale, l’unico metodo che consente di accertare direttamente l’esistenza del danno da glutine. Si esegue in corso di gastroscopia o facendo inghiottire al bambino una piccola capsula collegata a un tubicino.

Attraverso questa si preleva un frammento della parete dell’intestino da esaminare. In alcuni casi, specie se il bambino è molto piccolo, può essere necessario ripetere la biopsia dopo 6 mesi di dieta priva di glutine (regressione delle alterazioni) e dopo altri 6 mesi di dieta contenente glutine (ricomparsa delle lesioni). Ciò consente di appurare che il danno intestinale è effettivamente dovuto al glutine.

 
 
Trattamento


 
Allo stato attuale, l’unica cura possibile è l’esclusione totale del glutine dall’alimentazione dei celiaci. Poiché il disturbo é permanente, tale accorgimento deve essere protratto per tutta la vita. Anche nei casi meno gravi, è importante che la dieta sia seguita rigorosamente per evitare anemia e osteoporosi e scongiurare gravi complicazioni future.

Alcuni studi hanno infatti dimostrato una maggior incidenza di tumori dell’apparato digerente nei celiaci che assumono glutine anche in piccole quantità. E’ quindi necessario eliminare totalmente i derivati delle farine di frumento, orzo segale e avena.

Gli unici cereali che i celiaci possono consumare senza problemi sono riso e mais.

Per venire incontro alle esigenze dei celiaci sono disponibili in commercio diversi prodotti privi di glutine. Essi sono riconoscibili da un simbolo apposto sulla confezione: la spiga sbarrata. Il Servizio Sanitario Nazionale, attraverso decreti regionali, riconosce ai celiaci il diritto di ricevere a titolo gratuito una certa quantità al mese di questi alimenti.


La maggior attenzione, tuttavia, deve essere posta nei confronti di alimenti che non contengono cereali in modo dichiarato, come quelli in cui l’amido di frumento è utilizzato come conservante. Ciò avviene nei cibi preparati industrialmente quali prodotti in scatola, salumi, cibi precotti, surgelati, gelati, ecc.