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Sanofi
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Diarrea

Definizione 

 

La diarrea è un disturbo della defecazione i cui principali sintomi consistono nell’emissione di feci di consistenza liquida o semiliquida, di maggior volume e con frequenza superiore alla norma (può variare da 3 a 6 volte al giorno).
 
Può manifestarsi come sintomo isolato, oppure accompagnarsi a:  
 

  • dolori addominali
  • flatulenza
  • bruciori all’ano
  • febbre o vomito
  • in alcuni casi, nelle feci possono comparire tracce di sangue


In genere è conseguenza di un’infiammazione dell’intestino crasso, ovvero quella parte di intestino che ha il compito di riassorbire l’acqua dalla miscela di cibo digerito (chilo).
Molto spesso la diarrea è un tentativo di difesa dell’organismo nei confronti di agenti esterni. 
 
La conseguenza dell'alterazione intestinale è un ridotto riassorbimento di acqua oppure un’eccessiva secrezione di fluidi: in ogni caso, il risultato è che le feci contengono una quantità eccessiva di liquido che l’organismo non è in grado di trattenere.
 
La disidratazione è molto pericolosa nei bambini e negli anziani, due categorie a forte rischio.
Nei bambini in particolare, le conseguenze possono diventare talmente serie da rendere necessario il ricovero ospedaliero anche se dura pochi giorni.
 

Diarrea acuta e cronica
 

  • Si definisce acuta quella che insorge improvvisamente e si risolve entro breve tempo (in genere il fenomeno può durare dalle 12 ore sino a pochi giorni): questo tipo di diarrea è un disturbo abbastanza frequente e, solitamente, non rappresenta un problema di seria entità, soprattutto quando non si accompagna ad altri sintomi. In genere, la diarrea acuta si risolve senza l’ausilio di farmaci. In presenza di una forte disidratazione occorre assumere molti liquidi.  
     
  • Si definisce cronica quando persiste per tempi superiori alle due settimane: se il disturbo si ripete a intervalli di tempo, viene definita di tipo ricorrente.
    Diarree croniche e ricorrenti sono spesso un segno della presenza di altre patologie, o la conseguenza di particolari terapie, per cui in questi casi è sempre consigliabile ricorrere al parere del medico.

 

Cause


 
Le malattie gastrointestinali sono tra le cause più frequenti della diarrea:

  • l’enterite acuta o cronica (infiammazione dell’intestino tenue) 
  • la colite ulcerosa (infiammazione del colon associata a lesioni ulcerative) 
  • la diverticolite (infiammazione dei diverticoli, ovvero zone della parete del colon che si estroflettono formando delle 'sacche') 
  • la sindrome del colon irritabile (eccessiva reattività del colon, non correlata a specifiche patologie).

Tra le cause ritroviamo anche le conseguenze di alterazioni dell’apparato intestinale che fanno spesso seguito a interventi chirurgici (come l'asportazione di tratti di intestino).

In alcuni casi, è la conseguenza di patologie 'extraintestinali', come per esempio l’ipertiroidismo, certe malattie epatiche e alcuni tumori endocrini.

Molto spesso, è provocata da infezioni batteriche, virali o da parassiti.
 
La diarrea può essere di tipo iatrogeno, ossia conseguente a un uso massiccio di farmaci, come gli antibiotici a largo spettro, gli antiacidi a base di magnesio e alcuni lassativi.


Anche particolari stati di stress emotivo possono essere annoverati tra le cause.
 
Talvolta è il risultato di alcune intolleranze alimentari, quali il morbo celiaco (ossia l'intolleranza al glutine, una proteina presente nei cereali).
 
Un caso particolare è la diarrea del viaggiatore, che può colpire le persone che si recano in paesi in cui le condizioni igieniche, ma soprattutto alimentari, sono particolarmente scadenti (alcuni paesi del Medio ed Estremo Oriente, per esempio, o dell'Africa, o dell'America Centrale).

 


Diagnosi


 
La diagnosi medica si basa sulla raccolta dei dati clinici e sulla visita del paziente.
In qualche caso, per identificare con esattezza la causa della diarrea è necessario sottoporre il paziente ad alcuni esami:

  • radiografia addominale 
  • esami del sangue, feci e urine 
  • colonscopia o sigmoidoscopia (cioè un'ispezione visiva totale o parziale del colon mediante sonde a fibre ottiche).
     

Prevenzione
 
Batteri, virus e parassiti che provocano la diarrea, generalmente, provengono dalle feci di soggetti infetti, quindi, la pratica di alcune semplici norme igieniche atte a evitare il contatto di questi organismi con cibo, mani, o
qualsiasi cosa possa permettere loro di arrivare alla bocca, è senz’altro un’importante forma di prevenzione.

 
Ecco alcuni utili consigli:

  • Igiene personale: è bene lavarsi frequentemente le mani, soprattutto dopo l’espletamento delle funzioni biologiche, ma anche in cucina, quando si toccano i cibi, soprattutto pesce o carne cruda e uova, oppure quando sono frequenti i contatti con altre persone (per esempio quando si stringono frequentemente le mani), o dopo il contatto con gli animali.
  • Igiene ambientale: è bene tenere adeguatamente puliti i locali quali cucine e bagni. 
  • Igiene alimentare (in particolare per prevenire la diarrea del viaggiatore): evitare cibi crudi o poco cotti e bevande non confezionate. 
  • Nel caso di intolleranze alimentari, seguire una dieta che preveda l’esclusione della sostanza verso la quale si è intolleranti. 
  • Se associata a particolari condizioni di stress, la migliore prevenzione è, ovviamente, cercare di evitarle o quantomeno di contenerne il coinvolgimento emotivo.

 


Terapia 

 
Terapia naturale

Indipendentemente dalla causa scatenante, è importante innanzitutto avviare una terapia naturale per prevenire e/o controbilanciare la disidratazione.
 
È opportuno assumere bevande zuccherate, tè, brodo vegetale, acqua di riso oppure le bevande reidratanti disponibili in commercio. Le bevande vanno preferibilmente assunte a temperatura ambiente.
 
Il paziente dovrebbe poi ricominciare ad alimentarsi appena se la sente, magari iniziando con una dieta leggera (riso in bianco, patate bollite, pane tostato), senza mai interrompere la dieta idrica.

Terapia farmacologica
 
La terapia farmacologica, quando possibile, dovrebbe essere rivolta a curare la patologia di base. Esistono anche farmaci antidiarroici sintomatici, che agiscono cioè sullo specifico sintomo, indipendentemente dalla causa che ne è alla base.
 
Questi farmaci non andrebbero somministrati ai bambini, se non dietro consiglio medico.
Rallentando la motilità intestinale, infatti, la terapia con i farmaci sintomatici provoca il trattenimento nell’intestino degli eventuali agenti infettivi, prolungandone gli effetti dannosi. In questo caso può essere necessario ricorrere ad adeguati antibiotici o disinfettanti intestinali.

 
Quando ricorrere al medico?

  • Quando nei bambini (soprattutto i più piccoli) persiste per più di 24 ore e, soprattutto, se è accompagnata da vomito e/o febbre. La disidratazione nei bambini può essere molto pericolosa, e può richiedere un intervento tempestivo da parte del medico. 
  • Quando non si riesce a fornire al paziente un adeguato apporto di fluidi e cominciano a comparire i primi sintomi di disidratazione (spossatezza, debolezza, secchezza delle mucose, ipotensione).  
  • Quando si accompagna a forti dolori addominali, e/o a febbre persistente.  
  • Quando non si risolve in un tempo ragionevole (di solito qualche giorno).