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Stitichezza

Definizione

 

Si parla di stitichezza o stipsi quando la defecazione viene ritenuta insufficiente, ossia quando si verificano una o più delle seguenti condizioni:

  • ridotta frequenza di evacuazione (inferiore alle 2-3 volte la settimana) 
  • eliminazione di feci eccessivamente disidratate e/o di scarso volume 
  • evacuazione dolorosa 
  • eccessivo sforzo per l’evacuazione (se si prolunga per più di 10 minuti) 
  • necessità del ricorso ad interventi manuali 
  • sensazione di evacuazione incompleta 
  • necessità del ricorso a clisteri o lassativi di vario tipo per arrivare ad evacuare con regolarità.

 


Le condizioni che definiscono una regolare attività dell’intestino possono variare da persona a persona.

  • Un intestino è ritenuto regolare quando l’atto della defecazione si verifica da 3 volte al giorno a 3 volte la settimana.  
  • Si considerano normali le feci cosiddette morbide e ben formate; vi sono comunque persone che regolarmente producono feci relativamente compatte, senza per questo avere problemi durante l’evacuazione. 

 La stipsi deve quindi essere intesa come un’alterazione delle proprie abitudini intestinali, sia nel ritmo di evacuazione, sia nelle caratteristiche abituali (forma, consistenza) delle feci.
 
Nella maggior parte dei casi la stitichezza è un malessere temporaneo e, per quanto fastidiosa, non crea problemi di eccessivo rilievo.
In ogni caso va trattata e corretta, soprattutto quando gli episodi diventano ricorrenti e/o quando questa condizione si prolunga fino a diventare cronica.

 
Sintomi e cause


 
Una stipsi prolungata può dare:

  • cefalea 
  • anoressia 
  • meteorismo (gonfiore intestinale) 
  • dispnea (difficoltà nella respirazione) 
  • lingua impastata 
  • vertigini e malessere 
  • tensione e dolore addominale 
  • senso di peso rettale 
     

Una stipsi cronica non trattata può portare all’aggravarsi di problemi anche molto seri, quali ad esempio emorroidi, fecalomi (accumuli consistenti di feci che difficilmente vengono rimosse) e ritenzione fecale.
 
Brevi episodi di stipsi nel corso della vita di una persona sono un problema molto diffuso. In genere ne sono più colpite le donne (soprattutto in gravidanza e nel periodo post-parto), i bambini e le persone anziane.


Cause 


 
La stipsi è in genere provocata da una riduzione dell’attività contrattile del colon, che causa un rallentamento della progressione delle feci. La conseguenza del rallentamento è un eccessivo riassorbimento di acqua, con formazione di feci troppo solidificate e quindi difficili da espellere.
 
Le cause alla base della stitichezza possono essere molto varie:

  • Dieta povera di fibre: infatti le fibre, contenute nella frutta, cereali e verdure, sono in grado di trattenere acqua, che rende più soffici le feci, e di aumentarne la massa, stimolando così il transito attraverso il colon. 
     
  • Scarso apporto di liquidi nella dieta: l’assunzione di una quantità adeguata di liquidi è indispensabile per poter mantenere soffice la massa fecale, purché nella dieta siano presenti le fibre.  
     
  • Variazioni delle abitudini di vita: viaggi, alimentazione molto diversa dal solito, scarso esercizio fisico o immobilità, possono causare stitichezza.  
     
  • Gravidanza e periodo post-parto.  
     
  • Utilizzo di farmaci (alcuni farmaci rallentano la motilità intestinale, quali alcuni antidolorifici, antispastici, antidepressivi, antiepilettici, e alcuni tipi di antiacidi).   
     
  • Abuso di lassativi: l’errata concezione di regolarità intestinale, porta molte persone a credersi stitiche quando in realtà non lo sono. L’uso prolungato di lassativi può danneggiare i tessuti e indebolire la naturale contrattilità del colon.   
     
  • Problemi del colon, del retto e gastrointestinali: la stipsi può talvolta essere secondaria a condizioni quali appendicite cronica o ulcera gastroduodenale. Alcune patologie a carico del colon (es. colon irritabile - eccessiva reattività non correlata a specifiche patologie), del retto, e dell’apparto intestinale possono portare a stitichezza, così come problemi intestinali quali ostruzioni, adesioni secondarie ad interventi chirurgici, alcuni tumori, o anomalie dell’ano e/o del retto.   
     
  • Presenza di altre patologie: alcune patologie di tipo neurologico (es. morbo di Parkinson, sclerosi multipla, lesioni al midollo spinale), metabolico (es. diabete) o endocrino (es. ipotiroidismo) possono interferire con la motilità intestinale e causare stipsi.   
     
  • Ignorare lo stimolo alla defecazione.

 

 

Diagnosi


 
 
La diagnosi di stipsi è generalmente molto semplice. Valutazioni più approfondite possono essere necessarie se la causa non è facilmente identificabile.

Esistono alcuni test che permettono di controllare alterazioni anatomiche: in genere il primo approccio è l’esplorazione rettale, che permette di rilevare eventuali ostruzioni o lassità dello sfintere anale (il muscolo che chiude l’ano).

La colonscopia (ispezione visiva del colon mediante sonda a fibre ottiche) e il clisma opaco a doppio contrasto (esame radiografico addominale dopo ingestione di liquido di contrasto radio-opaco), sono esami diagnostici che vengono eseguiti per verificare la presenza nel colon di tumori, polipi, o diverticoli (sacche).

 
Prevenzione 

 
Ecco alcune semplici regole per prevenire problemi di stipsi:
 
1. osservare una dieta bilanciata, ricca in fibre. Sono consigliati pasti frequenti, poiché questi stimolano le contrazioni intestinali e facilitano il transito delle feci
 
2. bere liquidi in quantità sufficienti 
 
3. non ignorare lo stimolo alla defecazione, e, se possibile, cercare di impostare una "routine intestinale". La motilità del colon aumenta al risveglio e aumenta con l’assunzione del cibo: al mattino, dopo la colazione, potrebbe essere il momento più adatto  
 
4. mantenere una buona attività fisica, poiché questa può aumentare la motilità intestinale e aiutare a riprendere la giusta coordinazione ano-rettale.
 

In ogni caso, è sempre bene ricorrere al medico se:

  • la stipsi persiste a lungo, soprattutto nei bambini  
  • la stipsi insorge rapidamente, ed è accompagnata da forti dolori addominali  
  • nelle feci sono presenti tracce di sangue.