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Salute: sui telefonini impronte digitali dei batteri del proprietario

26 giugno 2014

Roma, 25 giu. (AdnKronos Salute) - Dimmi che telefonino usi, e ti dirò chi sono i tuoi batteri. Lo smartphone, infatti, riflette l’universo microbico del suo proprietario, almeno secondo uno studio statunitense che fa luce su una caratteristica insolita dei cellulari. Oltre l’80% dei comuni batteri presenti in un individuo finiscono sullo schermo del telefonino, e proprio gli oggetti personali come il cellulare possono rivelarsi utili per tracciare la diffusione dei batteri, spiegano gli studiosi su ‘PeerJ’.

In pratica, i telefonini riflettono con una straordinaria precisione il microbioma personale, composto da trilioni di microrganismi diversi che vivono dentro e fuori il nostro corpo. E il fatto che in media ogni proprietario tocchi il dispositivo 150 volte al giorno, facilita il passaggio dei batteri. Tanto che, secondo gli studiosi, in futuro gli schermi dello smartphone potrebbero essere usati per tracciare l’esposizione a questi microrganismi, patogeni e non. Nella ricerca i biologi dell’University of Oregon hanno sequenziato il Dna dei microbi trovati su pollice e indice di 17 persone. Poi hanno preso dei campioni dagli smartphone di ciascun soggetto, scoprendo ben 7 mila diversi tipi di batteri in 51 campioni. In media il 22% delle famiglie batteriche coincide su dita e cellulari e l’82% dei batteri più comuni presenti sulle mani dei volontari è stato trovato anche sui telefonini.

Nel gruppo sono inclusi anche microrganismi comuni su pelle e bocca: lo streptococco, lo stafilococco e il Corynebacterium. Uomini e donne ‘spargono’ i propri microrganismi con generosità sul telefonino, ma a quanto pare il legame è più forte nel caso dei secondi. Anche se il campione esaminato nella ricerca è ridotto, i risultati sono “rivelatori”, commenta il responsabile del lavoro, James Meadow. “Il progetto puntava a dimostrare che i nostri oggetti preferiti hanno una contaminazione batterica analoga alla nostra”, spiega.

Occhio però: lo studio non mette in luce un potenziale pericolo di contagio legato in particolare al cellulare, ma secondo gli autori un giorno proprio questi dispositivi potranno essere usati per capire se le persone sono state esposte ad alcuni batteri. In particolare medici e infermieri, aggiungono gli autori. Insomma, il legame speciale che oggi lega lo smartphone al proprietario va ben oltre la ‘dipendenza’ segnalata già da molti studi. “I telefonini portano addosso il nostro personale microbioma”, concludono gli scienziati.