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Salute: chi pensa positivo e si gode la vita invecchia meglio

21 gennaio 2014

Roma, 20 gen. (Adnkronos Salute) - (Embargo alle 18.00) - Musoni avvertiti: pensare positivo e godersi la vita è un potente elisir anti-età. In genere, infatti, i 'cuor contenti' mantengono una migliore funzionalità fisica e camminano più velocemente man mano che invecchiano, rispetto ai coetanei che si godono meno la vita. Insomma uscite, serate con gli amici, viaggi e concerti sono un'inaspettata arma anti-invecchiamento, in grado di aiutare a mantenersi in forma. E' quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sul 'Canadian Medical Association Journal'.

Lo studio, condotto su 3.199 uomini e donne 'over 60' in Inghilterra, ha esaminato il legame tra pensiero positivo e benessere fisico, seguendo i partecipanti per oltre 8 anni. Le 'cavie umane' sono state divise in tre categorie di età: 60-69 anni, 70-79 anni e 80 anni o più. I ricercatori dell'University College di Londra hanno valutato la capacità dei volontari di godersi la vita usando una scala in quattro punti, sulla base di domande come: 'mi fanno piacere le cose che faccio', 'mi piace stare in compagnia degli altri', 'a conti fatti mi guardo indietro con un senso di felicità' e 'mi sento pieno di energia in questi giorni'. Colloqui personali hanno permesso ai ricercatori di capire se i soggetti avevano difficoltà nel compiere azioni quotidiane come alzarsi dal letto, vestirsi, fare il bagno o la doccia. Poi, attraverso un test dell'andatura, è stata misurata la velocità di camminata.

"Lo studio dimostra che le persone anziane che sono più felici e si godono di più la vita presentano un declino più lento della funzione fisica con il passare degli anni", sintetizza Andrew Steptoe, dell'Ucl. In particolare, "sono inferiori le probabilità di incappare in difficoltà nel vestirsi o mettersi a letto, e la velocità di camminata si riduce a un ritmo inferiore rispetto a chi si gode meno la vita".

In particolare, i più in forma sono risultati non solo i più giovani (60-69 anni), ma anche i soggetti con uno status socio-economico e un'istruzione più elevata, e quanti sono stati sposati e hanno lavorato. Invece le persone con malattie croniche come cardiopatie, diabete, artrite e depressione sono risultate in generale fra quelle che si godono meno la vita. E tre volte più a rischio di incappare in problemi e acciacchi rispetto ai coetanei più positivi e 'goderecci'.

"Questo non perché le persone più felici sono in migliori condizioni di salute, o più giovani, o più ricche, o hanno stili di vita più sani, dal momento che anche quando prendiamo in considerazione questi fattori il fenomeno persiste", dice Steptoe. Il segreto, piuttosto, sta proprio nella 'positività' con cui si affronta la vita. "Il nostro lavoro precedente ha dimostrato che le persone anziane che si godono di più la vita hanno maggiori chance di sopravvivere nel corso di 8 anni. Ebbene, questo studio dimostra che tengono anche meglio il passo, nonostante il passare del tempo". Insomma, non si tratta solo di vivere più a lungo, ma anche di vivere meglio. Dunque, concludono gli autori, "gli sforzi per migliorare il benessere in età avanzata possono rivelarsi benefici per la società e per i sistemi sanitari".